Quando un amico si allontana

Quando un amico si allontana da noi, cerchiamo di capire cosa c’è che non va, se sta attraversando un brutto periodo, perché allora dobbiamo fargli capire che su di noi può contare.

Se si allontana di più, forse ha bisogno di stare da solo e noi dobbiamo lasciarlo andare, non troppo da fargli pensare che lo abbiamo abbandonato, ma abbastanza da concedergli i suoi spazi. Dobbiamo mantenere la giusta distanza che permetta a lui di respirare e a noi di raggiungerlo all’istante, se ha bisogno. E’ un gioco di equilibri: dobbiamo essere presenti, non invadenti e dobbiamo lasciarlo da solo, non abbandonarlo.

Ma se si allontana ancora e notiamo che lo fa solo con noi, che con gli altri amici ha conservato il rapporto di sempre, allora è tutto un cercare di capire cosa abbiamo fatto, dove abbiamo sbagliato, fino alla paranoia.
Ci ha lanciato segnali che abbiamo mal interpretato?
La sua richiesta di stare solo celava in realtà desideri opposti?
Non siamo stati in grado di fargli sentire la nostra presenza o, al contrario, siamo stati troppo pressanti?

Se ci ripetiamo che l’amicizia va così, che i rapporti devono cambiare, che non possono rimanere sempre uguali ma devono adattarsi a noi che ci evolviamo e alla nostra vita che cambia, ci diciamo una grande balla. Il cambiamento è salutare e dovuto quando è evoluzione, non quando è regressione. Quando è repentino, apparentemente ingiustificato e soprattutto unilaterale, c’è qualcosa che non va.

Se non vogliamo affogare in pensieri sconclusionati, è bene affrontare il nostro amico e chiedergli cosa sta accadendo. Se la risposta è niente non può che aumentare il nostro disagio e all’inutile senso di colpa che sentivamo, sostituirsi la rabbia, perché “niente” non è esattamente quello che stiamo vedendo. Ci sentiamo presi in giro, perché da un amico ci si aspetta chiarezza, perché siamo certi di essercela guadagnata, perché quando si è certi di essersi guadagnati il rispetto, una spiegazione è d’obbligo e l’occasione di difenderci o spiegarci, pure.
Se poi vogliamo toccare il fondo, cerchiamo anche di far capire all’altro che è cambiato, velando un tono accusatorio con cui recriminiamo ciò che ci è stato improvvisamente negato.

Se restiamo a guardare, a volte è possibile accorgerci che davvero non è successo niente, semplicemente dall’altra parte non si ha più voglia di condividere niente con noi. Niente, appunto. Il fatto è che quando qualcuno si allontana non sempre ne è consapevole, semplicemente non siamo più nella sua mente e non può farci nulla, neanche farci caso, perché si dimentica di noi.
Inevitabilmente ci restiamo male, cerchiamo a tutti i costi un motivo, perché è sempre tutto più accettabile quando c’è una causa esterna a noi. Pensare che le cose stanno così e basta è più difficile da mandare giù.
Ci ritroviamo, improvvisamente, a sentire una volta al mese e pure con un certo imbarazzo, una persona che si sentiva quotidianamente.

Quando ci accorgiamo che qualcuno se ne sta andando dalla nostra vita, non possiamo fare le piroette per farlo restare, dobbiamo lasciarlo andare, anche se fa male.
C’è chi dice che bisogna perdersi per ritrovarsi. Ma se ritrovarsi è una conquista, resta il fatto che perdersi è una sconfitta, la vera vittoria è restare uniti a dispetto della vita che cambia, a dispetto di noi che cambiamo. La vera vittoria è un’amicizia che si plasma ai cambiamenti, non che si spezza per favorirli.

Quando qualcuno se ne va, ho sempre trovato molto dignitoso guardarlo andare via senza cercare di trattenerlo.

Se qualcuno sceglie di andarsene a dispetto di noi che avremmo tanto voluto che restasse, deve anche avere il coraggio di non tornare.

Vi faccio una confidenza: questo post parla di una mia recente esperienza. Maddai???

Allontanamento, Perdita

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